Micciché su SiciliaOggi: “Garibaldi un assassino, l’Unità d’Italia una disgrazia e il Pdl è confuso”
Se volete fare colpo su Gianfranco Micciché, non perdete tempo a tessere le lodi di Garibaldi, non mostrate apprezzamenti per “i mille”, e se vi chiede qual è l’anno storico da voi preferito, non fate l’errore di dire con certezza “il 1861, l’anno dell’unificazione d’Italia”. Miccichè ha un’idea ben precisa dell’Unità (“da lì sono iniziate le nostre disgrazie”), di Garibaldi (“ladro e assassino”- oltre che uxoricida- “ammazzò Anita”), dei mille (“ni ficiru un culu tanto”). Ha il cuore a forma di trinacria, è un uomo del Sud che crede in un Sud diverso, difeso da un altrettanto “Partito del Sud”. E’ uno stratega, che attua in politica le leggi della fisica: studia la gravitazione, fa uso delle norme che regolano gli equilibri, mastica i dettami sul bilanciamento dei pesi. Di ogni elemento ne conosce il peso specifico: misura le proporzioni. A volte supera la continenza, ma lo fa per scardinare le chiusure avverse, per rendere le parole, messaggi che centrino gli obiettivi. E’ popolare perché nei comizi pratica la facezia. Si serve di battute, scivola nel volgo senza essere volgare. E’ un mattatore delle piazze ricolme di simboli e faccioni di candidati. Ma è sempre chiaro e diretto. Ama Berlusconi, ma non come Bondi: lo adora ma non lo santifica, lo teme ma non è servile.
Onorevole Micciché, lei spesso parla di confusione all’interno del Pdl, ma non crede che parte di quella confusione sia stata generata da lei?
“Assolutamente no. Torniamo indietro per ripercorrere i passaggi degli ultimi anni. Il Pdl è stato il partito che ha voluto il presidente Lombardo a tutti i costi, quasi come se non ci fosse stato lui avremmo rischiato la morte. Al tempo delle elezioni regionali avevo dato la mia disponibilità, mi sarebbe piaciuto fare il presidente della Regione, non lo nascondo. Quando Berlusconi ha però detto che doveva essere Lombardo il candidato, mi sono allineato alle decisioni del partito. Ho lavorato, ho fatto una campagna elettorale per Lombardo, forse sono stato l’unico a farlo per davvero. Poi il Pdl ufficiale, dopo soli tre mesi, mi ha chiesto di nominare coordinatore regionale Giuseppe Castiglione, il più grande nemico storico di Lombardo. Da quel momento hanno cominciato un continuo attacco ad un presidente votato tre mesi prima. Mi sono reso conto che dovevo fare qualcosa, altrimenti avremmo consegnato Lombardo alla sinistra, ed io di Sicilia rossa non ne ho mai sentito parlare e mai ne vorrei sentire. La stupidità del Pdl ortodosso, la sua follia,il suo totale isterismo, avrebbe consegnato la regione alla sinistra. Per tale motivo ho scelto di sostenere Lombardo: con me la squadra di deputati che sta a mio fianco, i deputati vicini a Fini e che non provengono da Forza Italia, coloro che da sinistra si sono spostati al Gruppo misto e alcuni dell’Udc. Chi fa quindi confusione, noi o loro? Io amo Berlusconi, amavo fortissimamente Berlusconi, però questo Pdl mi sembra molto confuso”.
Nei giorni dello strappo tra Fini e Berlusconi, i “finiani”, per difendersi dalle accuse di disfattismo, avevano indicato in lei un vero dissidente interno.
“Non è così. Fini ha voluto prendere l’esempio siciliano per dire a Berlusconi: guarda che il partito così com’è, non funziona da nessuna parte; quello che sta succedendo in Sicilia e sintomatico di un problema che si registra in tutta Italia. E penso che Berlusconi adesso se ne sia reso conto”.
Si dice che la sua operazione abbia l’avallo di Berlusconi: lei farebbe parte di un progetto per contrastare il dilagare della Lega. Una scelta dovuta dopo il successo di Bossi alle elezioni regionali.
“Le regionali non c’entrano. Della prepotenza, dello strapotere della Lega e che certamente avrebbe originato uno scontro interno alla coalizione, ne parlavo già due anni fa. Oggi lo dice anche Fitto. Due anni fa mi avevano preso per pazzo; io ho soltanto avuto capacità di capire prima degli altri quello che sarebbe accaduto. Io credo che la cosa più giusta da fare per la Sicilia è essere rappresentati a livello nazionale da un partito che abbia una sua autonomia, un numero di deputati tale da condizionare l’esistenza di un Governo. Senza Udc e Alleanza nazionale siamo succubi dalla Lega, per questo motivo è necessario che ci sia un contrappeso. Ecco, noi siamo il contrappeso”.
Oggi si chiama Pdl Sicilia, domani?
“Certamente non si chiamerà più Pdl Sicilia”.
So che le piace Partito del Popolo siciliano.
“Sì, Partito del popolo siciliano mi piace. Perché credo che ci sia bisogno di un partito per davvero dalla parte del popolo siciliano”.
Quest’anno si festeggia il 150anniversario dello sbarco dei Mille. Che giudizio da all’Unificazione d’Italia, e cosa pensa di Giuseppe Garibaldi?
“Garibaldi è un personaggio fortemente negativo. Purtroppo pochi conoscono la vera storia, anche perché la storia la scrivono i vincitori”.
Però non riconosce all’Unificazione un momento fondamentale anche per il sud?
“L’Unità d’Italia si fa con un erario nazionale di 639 milioni di lire oro, di questi 490 arrivano dal Banco di Sicilia e da quello di Napoli. Napolitano è andato ad inaugurare le celebrazioni e lo hanno portato all’Ansaldo di Genova. L’Ansaldo originariamente era di Napoli, ma viene trasferita a Genova nel 1862. Inizia con l’unità d’Italia il vero problema del sud. Dal punto di vista geografico l’Italia sarebbe nata lo stesso, ma credo che le nostre disgrazie sono iniziate proprio con l’Unità”.
Lei non ha proprio stima di Garibaldi…
“Garibaldi era chiamato eroe dei due mondi perché dovette scappare dall’Italia in quanto ricercato per omicidio. Arriva in un Paese Sudamericano, viene processato e condannato per un altro omicidio, scappa in un altro Paese, anche qui viene condannato per furto con il taglio dell’orecchio. Ecco perché i capelli gli coprivano le orecchie. Era un assassino ed era un ladro”.
Ma è comunque stato un eroe.
“Eroe di cosa? Per scrivere la storia di Garibaldi vengono chiamati quattro romanzieri coordinati da Alessandro Dumas, i quali hanno il compito di inventarne la sua storia. Alcune carte dell’epoca dicono poi che Anita l’ha ammazzata lui. La strangola in un viaggio in mare nei pressi di Hammamet. Lui dice che muore per una malattia, ma accorgendosi dei segni c’è chi ne chiede un’autopsia, che non verrà fatta perché intanto riuscirà a far sparire il cadavere”.
E perché mai l’avrebbe uccisa?
“La regola tra i suoi uomini era questa: tutti i feriti dovevano essere uccisi perché d’impaccio. Come si è reso conto che Anita era d’ostacolo perché malata, ha preferito ammazzarla. Garibaldi è un massacratore, che uccide bambini, che processa una bimba di 9 anni a Palermo attraverso un processo sommario in piazza. E la condanna a morte. Fucilata a 9 anni. E’ un uomo che ha rubato, non è un eroe, e ha trovato nei siciliani troppi ascari e che non hanno smesso di esserlo anche oggi al Parlamento nazionale. Come Garibaldi trovò strada fertile per fregare il Mezzogiorno, ho l’impressione che oggi ci sia qualche altro che per comparsi i siciliani butta due ossa a terra”.
Giuseppe Taibi
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Bisogna avere il senso della Storia e delle proporzioni.Definire Garibaldi,un rivoluzionario che tutto il mondo ci invidia,un assassino non sta ne in cielo ne in
terra:Questa affermazione non fa che svalutare,non so con quale costrutto,la visita di Napoletano a Marsala,Salemi di recente.Non si gioca con le istituzione.Che la Lega sta facendo proseliti in Sicilia ?
[...] Post di redazione di Giuseppe Taibi per Siciliaoggi.net [...]
[...] Post di redazione di Giuseppe Taibi per Siciliaoggi.net [...]
La segreteria PSI sa per caso chi era Angela Romano,siciliana,bambina di 9 anni fucilata dal criminale piemontese Col. Quintini?Sa dell’eccidio perpretato a Bronte ad opera del Crispi e dell’assasino GARIBALDI?Sa che questo sporco padre della patria era un negriero razzista protagonista nella tratta di schiavi?Sa che il Piemonte ero lo Stato più indebitato all’epoca?Sa dove siano finiti i soldi del Banco di Sicilia e di Napoli?Sa che le Due Sicilie portarono in dote alla nuova Italia 448 milioni(“Il Regno delle Due Sicilie aveva due volte più monete di tutti gli altri stati della penisola uniti assieme” tratto da Francesco Saverio Nitti-Scienze delle Finanze 1903).Sa che nel lager di Fenestrelle migliaia di soldati meridonali che combatterono per la loro patria veniva sciolti vivi nella calce?Quante cose non sa,o non può sapere la segreteruia regionale del PSI!!Tal Giorgio Napolitano non è altro che l’ennesimo vassallo meridionale venduto!!
Vi consiglio di acquistare il libro “TERRONI” di Pino Aprile,vi accorgerete cosa i fratelli d’Italia hanno fatto ai vostri avi,vi accorgerete di quanto ignoranza siete portatori inconsapevoli!W MICCICHE’!
Leggere l’intervista a Miccichè lascia disorientati, non tanto per la storia riscritta a proprio uso e consumo, quanto per la sgomento che desta l’immaginare questi uomini politici a governare l’Italia e la Sicilia. D’altra parte in democrazia possono parlare anche gli asini.
In linea con le posizioni leghiste di “viva la Padania, abbasso i terroni”, perversa antinomia, questo siciliano in cerca di scoop rinnega i propri avi nella stessa misura di quei veronesi dimentichi di quella lapide sul frontespizio del proprio comune: 79860 si, 2 no.
Già nel 1911 per il Cinquantesimo, i socialisti di allora, in nome di una non ben chiara Internazionale, cercarono di far passare in sordina l’avvenimento.
Oggi molto peggio. Anche all’interno dello stesso governo, si dileggia la bandiera, il Risorgimento, l’Unità Nazionale. E oltre: la solidarietà, l’accoglienza, la storia e la cultura degli altri.
Il ridicolo teatrino di questa gente che non conosce la storia, né ha avuto orecchie per ascoltare quella raccontata dai propri avi, non ci deve far sorridere, ma preoccupare.
Come ci deve far preoccupare lo squallido razzismo di nefasta memoria che pretende di dividere l’Italia tra Nord e Sud, tra ricchi e poveri, assumendo a diritto di residenza o di cittadinanza il reddito; riformando le classi in base alla capacità economica. Di quanti secoli vogliamo far retrocedere la storia e la civiltà?
Tutti concordiamo sulla necessità di punire chi vìola la legge e di perseguire con fermezza i malfattori. Ma la miseria non è sinonimo di delinquenza e le lotte di Garibaldi in difesa dei deboli e dei diritti sono quanto mai attuali, in qualsiasi parte del mondo si trovino.
All’ingeneroso poco onorevole che riceve, bontà nostra, un generosissimo stipendio dai frutti dell’Unità d’Italia, ricordo che Anita è morta nelle paludi di Comacchio, gravida di 7 mesi, per aver seguito Garibaldi nel disperato tentativo di liberare Venezia. Venezia come Palermo. Proprio due mondi, ma si sa gli asini sono ubiquitari.
Consiglio a Miccichè di ripassare la storia, quella vera, non costruita a proprio uso e consumo. Ed anche il senso della misura. Dare dell’uxoricida ad un marito che ha adorato la sua eroina, oltre che falso è fortemente offensivo per tutta la nostra famiglia. Usare questi toni per farsi pubblicità, dice da sé la misura minuscola di quest’uomo che offende il buonsenso, Garibaldi, l’Italia.
Averlo al governo spiega perché questo paese e la Sicilia sono ridotti così. Cuffaro e company insegnano.
Desidero tanto che questo popolo che, grazie a Dio, ha un bene comune da condividere e da difendere, si sentisse orgoglioso di essere italiano, non solo per i risultati della nazionale di calcio.
L’eccidio di Bronte – raccontato dal garibaldino Cesare Abba nel libro “Da Quarto al Volturno” -
“Bixio in pochi giorni ha lasciato mezzo il suo cuore a brani, su per i villaggi dell’Etna scoppiati a tumulti scellerati. Fu qua e là, apparizione terribile. A Bronte, divisione di beni, incendi, vendette, orgie da oscurare il sole, e per giunta viva a Garibaldi. Bixio piglia con sé un battaglione, due; a cavallo, in carrozza, su carri, arrivi chi arriverà lassù, ma via. Camminando era un incontro continuo di gente scampata alle stragi. Supplicavano, tendevano le mani a lui, agli ufficiali, qualcuno gridando: Ohi non andate, ammazzeranno anche voi! Ma Bixio avanti per due giorni, coprendo la via de’ suoi che non se ne potevano più, arriva con pochi: bastano alla vista di cose da cavarsi gli occhi per l’orrore! Case incendiate coi padroni dentro; gente sgozzata per le vie; nei seminari i giovanetti trucidati a pie’ del vecchio Rettore; uno dell’orda è là che lacera coi denti il seno di una fanciulla uccisa. “Caricateli alla baionetta!”. Quei feroci sono presi, legati tanti che bisogna faticare per ridursi a scegliere i più tristi, un centinaio. Poi un proclama di Bixio è lanciato come lingua di fuoco: “Bronte colpevole di lesa umanità è dichiarato in istato d’assedio: consegna delle armi o morte: disciolti Municipio, Guardia Nazionale, tutto: imposta una tassa di guerra per ogni ora sin che l’ordine sia ristabilito”. E i rei sono giudicati da un Consiglio di Guerra. Sei vanno a morte, fucilati nel dorso con l’avvocato Lombardi, un vecchio di sessant’anni, capo della tregenda infame. Fra gli esecutori della sentenza v’erano dei giovani dolci e gentili, medici, artisti in camicia rossa. Che dolore! Bixio assisteva con gli occhi pieni di lagrime. “Dopo Bronte, Randazzo, Castiglione, Regalbuto, Centorbi, ed altri villaggi lo videro, sentirono la stretta della sua mano possente, gli gridarono dietro: Belva! ma niuno osò muoversi”.
QUESTI ASINI,ASSASSINI,CRIMINALI.BASTAR.DI DEI FRATELLI D’ITALIA!!!
Lo storico Francesco Renda ed altri studiosi hanno dato sul Giornale di Sicilia
una risposta che Miccichè non ha saputo confutare:Qundo si hanno responsabilità di governo bisogna essre più sobri.Queste dichirazioni sono contro la visita di Napolitano che a Marsala e Salemi rappresentava lo Stato.Non si vorrebbe che la presenza di La Russa Ignazio al seguito di Napoletano fosse una occasione di polemica interna ? E Sgarbi che non è sinistrorsoe che ha lodato Napolitano e Garibaldi ? Che è passato al nemico.Il
partito del Sud,se nasce,deve avere una connotazione nazionale e non essere fotocopia della peggiore Lega !!!!